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La Grotta dell’Olio che neanche i palermitani conoscono

La Grotta dell’Olio è uno dei luoghi più suggestivi e ancora poco conosciuti della Riserva Naturale di Capo Gallo. Poco distante dai confini della “Zona A” e coincidente con la Baia del Silenzio.

Chi vi scrive è palermitano da sempre ed ammette subito la sua ignoranza facendo un mea culpa grande quanto l’intero Saracen Sands Hotel. Però se c’è qualcosa di bello nell’ignoranza è che ti permette di avere lo stimolo di conoscere ciò che, appunto, prima ignoravi. Così, per farvela breve, qualche giorno fa ho provato una delle escursioni di Chelonia, il centro nautico del Saracen. Appena salito sul gommone guidato da Gianni in direzione Mondello, si è iniziato a parlare proprio della Grotta dell’Olio: storica, ben nascosta, incontaminata.

LA GROTTA DELL’OLIO: COSA, DOVE E COME?

Parte dell’ingresso della Grotta dell’Olio è sommerso, ma nessun problema. Lo spazio di accesso è grande tanto da poter accedere con una barca a remi, una canoa o a nuoto. Ovviamente niente che sia dotato di un motore, siamo in una riserva. Chelonia col suo gommone ci porta ai limiti della riserva, non può proseguire oltre. Il resto lo dobbiamo fare a nuoto e se come me, vuoi fare qualche ripresa, solo con un braccio, visto che con l’altro tenevo lo smartphone fuori dall’acqua. Se sei indipendente e vuoi unire la nuotata con un po’ di trekking entra nella riserva di Capo Gallo dal lato Sferracavallo – Barcarello e procedi a piedi fino all’Avamposto dove nel periodo estivo luglio – agosto vi è del personale che mette a disposizione delle canoe gratuitamente per un ora (basta lasciare un documento d’identità) il tempo giusto per arrivare alla grotta dell’olio e tornare. Ma noi, che ve lo diciamo a fare? Preferiamo la compagnia del mitico Gianni di Chelonia.

UNA CATTEDRALE SUL MARE 

Qualche metro a nuoto e ci si ritrova davanti all’ingresso della grotta. Una bracciata e si è dentro, giusto il tempo di abituare lo sguardo alla penombra ed ecco la maestosa volta a cupola, alta oltre 109 metri e dal diametro di circa 20. Tutto intorno il silenzio e dal soffitto passa solo un raggio di luce che scompare sull’acqua. Su uno scoglio abbastanza grande, è possibile arrampicarsi e poi sedersi, da lì una fotografia è d’obbligo, anche se controluce. Ed è proprio il gioco di luci a cambiarti la giornata, quello lo ricorderai per sempre. L’acqua brilla con grande intensità di un blu mai visto che è frutto dell’impatto della luce sulla superfice. Non hai bisogno della maschera per vedere il fondale. Respira, il tempo si è appena fermato.

GUARDA IL VIDEO CON IL RESTO DELL’ESCURSIONE

 

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