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Una lettera dal ’73 e quello che ci insegna

La lettera di Geoffrey arriva in un momento molto delicato, quando dopo l’ennesimo inverno di buio e di fermo turistico, ci si appresta a cominciare una stagione storica: quella della ripartenza. In un giorno di maggio, una lettera col timbro della Royal Mail ci viene recapitata e al suo interno quattro cartoline che ci hanno fatto commuovere. Ci siamo chiesti cosa abbia spinto un uomo a spedire delle cartoline personali all’albergo dove ha soggiornato in un passato lontano. E così ci siamo fermati a ragionare. lettera

Some old postcards from the 70’s. Thought you might like them.

Mittente: Geoffrey Harrison, East Riding of Yorkshire, England

Scopriamo che è stato nostro ospite una quarantina di anni fa. Ha goduto di un mare siciliano che conserva tutt’oggi la sua storia che si intreccia con quella di un litorale che nel tempo, dagli anni ’80 ad oggi è cambiato profondamente. Da ospite ha scattato quattro fotografie che ritraggono la borgata di Isola delle Femmine e il Saracen delle origini, nella sua realizzazione originale, per come fu pensato da chi lo ha costruito. Tutto intorno, un lungomare incontaminato e qualche casa sparuta. Ci piace immaginare che lì Geoffrey abbia lasciato il cuore, che sia stato uno dei primi a costruire ricordi, esperienze, legami. Con noi lo ha fatto senz’altro.

Destinatario: Saracen Sands Hotel, Isola delle Femmine, Sicilia

Nel tempo il Saracen ha cambiato volto. Oggi può contare su prati verdi, terrazza e spiaggia privata, le sue camere sono attente all’ambiente e il suo tetto è totalmente ricoperto da pannelli solari e impianti fotovoltaici per ridurre ogni tipo di emissione e spreco. Dotato di tutti comfort, segue gli standard europei ed è all’altezza di un luogo da sogno proprio nel bel mezzo della celebre “Costa dei tramonti”. Se Geoffrey dovesse tornare magari neanche lo riconoscerebbe. Eppure c’è un filo che ci lega, che spilla il nostro presente al passato. Ed è quello dell’amore per un luogo, per il concetto autentico di accoglienza.

Cosa abbiamo imparato dalla lettera di Geoffrey?

Questo amico si è ricordato di noi, quarant’anni dopo. A lui abbiamo lasciato qualcosa e da lui oggi stiamo ricevendo. Ci sta ricordando, alle porte di un’estate storica del turismo mondiale che noi non siamo solo albergatori, che i luoghi che mettiamo a disposizioni non sono solo muri, terrazze, porte e finestre. No, noi siamo tutto ciò che sta a cornice della vita. Noi abbiamo la grande responsabilità di accompagnare chi ci sceglie alla perfetta realizzazione di un ricordo da custodire nel tempo. E non è facile, a volte lo stress ci fa dimenticare questo grande compito. Non siamo perfetti, ma lottiamo ogni giorno per essere migliori e a Geoffrey promettiamo che custodiremo le sue foto e la sua lettera perché crediamo che anche senza parole (solo un mittente e un destinatario) si sia ricostruito il cerchio perfetto, l’abbraccio ideale fra l’ospite e l’albergatore. Fra un amico e un altro.

Grazie caro amico,

torna a trovarci.

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